Il termoriscaldatore, seconda ed ultima parte

Due cose in acquario non possono essere economiche la pompa dell’acqua e Il riscaldatore (o il refrigeratore o il climatizzatore). Il riscaldatore anche se di marca e anche se viene rispettata la regola di 1 W/L necessita che l’acquario non sia esposto a correnti d’aria esagerate e di temperatura notevolmente diversa da quella dell’acqua dove è collocato, mi spiego meglio, piu’ di una volta mi è capitato una persona che nel periodo invernale lasciava il suo acquario tropicale tarato sui 24° in una stanza con le finestre aperte durante la sua assenza da casa per il normale orario di lavoro 6/10 ore portando la temperatura ambiente a tre gradi! Un termoriscaldatore ha comunque bisogno dei suoi tempi, se una persona ha delle esigenze estreme occorre che si munisca di impianti piu’ potenti o isoli l’acquario su piu’ pareti con del polistirolo espanso o addirittura acquisti un acquario con vetrocamera. Nella casistica generale gli errori piu’ comuni sono 2, il primo è che il riscaldatore viene posizionato verticale (fatta eccezione nei filtri dov’è d’obbligo) e in questa posizione il flusso di calore che è ascensionale interferisce troppo rapidamente sul termostato sovrastante e il secondo caso è che si usano pompe poco potenti che non riescono a miscelare bene il volume dell’acqua che rimane di temperature ben differenti tra il corpo d’acqua vicino al termoriscaldatore e quello lontano. Home»

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