Le Piante d’acquario, quinta parte

L’elemento ferro quindi ricopre anch'esso un ruolo di primaria importanza e vista la facilità di introdurlo in acquario spesso questo elemento è sovraddosato a beneficio delle alghe che crescono molto più velocemente delle piante. In acquario il ferro come tutto cio’ che viene introdotto va monitorato attraverso gli appositi test seguendo come riferimento una concentrazione in acqua non superiore a 1 mg/L (salvo specifiche caratteristiche di determinate piante). Il ferro per l'acquario e reso molecolarmente piu’ resistente all’ossidoriduzione dovuta al contatto con l'acqua. In acqua renderlo permanentemente disponibile è tutt’ora un arduo compito quindi, come alcune case consigliano, meglio un dosaggio giornaliero. Ad oggi tutte le grandi aziende che si promuovono come specializzate in piante cercano per semplicità d’uso dell’acquariofilo finale di creare fondi arricchiti al posto della obsoleta ghiaia in modo da poter garantire una somministrazione di ferro nel tempo, doveroso è in questo articolo fare chiarezza sulla capacità delle piante acquatiche di assimilare tutte le sostanza disciolte in acqua non solo dalle radici, ma da tutto l’apparato fogliare, questo è possibile grazie al fatto che esse stando in acqua non hanno lo strato protettivo che le piante terrestri hanno per non disidratarsi. Senza questa pellicola protettiva la pianta acquatica puo’ assorbire il ferro e le altre sostanze nutritive anche dalle foglie lasciando all’apparato radicale piu’ un ruolo di ancoraggio. Le piante d’acquario quindi avendo a disposizione i tre elementi fondamentali possono crescere anche attaccate ad un sasso, ad oggi si applicano i concetti di idrocultura (coltivazione di piante senza terra) anche nelle piante ornamentali terrestri o per produzione alimentare.
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