Il pH in Acquario, seconda ed ultima parte

Ovviamente il discorso va inteso solo per risaltare la pericolosità delle oscillazioni di pH e solo in questo senso, nei nostri acquari dobbiamo garantire un pH adeguato alle specie ospitate e mantenerlo stabile nell’arco delle 24 h e nel tempo in generale. L’immissione dell’acqua ad osmosi ha creato per i motivi sopra esposti parecchi disastri acquariologici, pensare che un acquario con sola acqua osmotica sia adeguato è sbagliato proprio per il fatto che un acqua totalmente osmotica è carente di quell’effetto tampone naturale sul pH determinato da alcuni carbonati propri della cosiddetta durezza tamponatica, per l'appunto, meglio conosciuta con la sigla di KH (durezza carbonatica). L’effetto tampone del KH è fondamentale per ridurre i rischi delle oscillazioni di pH è bene quindi non rischiare di tenere acque al di sotto dei 6-8 gradi tedeschi di KH. Il KH si definisce durezza carbonatica dagli ioni che la costituiscono e temporanea perchè è soggetta a precipitazione da parti di agenti contingenti all’acqua, va quindi monitorata e ripristinata tempestivamente con dei cambi parziali d’acqua dura o con degli appositi “sali” acquariofili prodotti per tale scopo. Non si può parlare di pH se non si spiega la sua relazione con altri due fattori “chiave” come il KH e l’Anidride Carbonica (CO2), nella tabella apposita vediamo come due dei seguenti fattori determinino il terzo.ammonio-ammoniaca-acquario La somministrazione di CO2 in acqua provocherà un abbassamento del pH proprio in funzione del valore del KH, tanto piu’ alto sarà il KH è tanto più CO2 richiederà l’acquario per creare un ambiente a pH acido idoneo per i nostri acquari tropicali d'acqua dolce ricchi di piante. Come potete vedere dalla tabella però non possiamo creare il giusto ambiente a pH acido con un acqua troppo “dura” senza rischiare di intossicare i pesci di CO2, sarebbe opportuno quindi collegare gli impianti di CO2 ad un phametro elettronico che ne regola l’immissione in acqua proprio per rendere il pH piu’ stabile possibile. C'è inoltre da considerare che negli acquari di medie e grandi dimensioni (da 300 litri in su) il pH riuscirà a mantenersi più stabile e più a lungo che in un "nano" acquario dove ogni piccola cosa va ad incidere sulla precipitazione del KH.ammonio-ammoniaca-acquario In ultima analisi, non certo per importanza, potete vedere nella tabella comparativa il rapporto che si crea in acqua tra il pH, l’ammonio (NH4+) e l’ammoniaca (NH3), in pH acidi la materia organica in decomposizione tende a “trasformarsi” piu’ in ammonio che nella tossica ammoniaca, per questo motivo negli acquari marini a pH elevato un carico organico improvviso (morie, troppo cibo ecc..) può creare picchi di ammoniaca mortali in minor tempo che in un acquario acqua dolce a pH acido. Esiste una regola popolare che rimane valida sempre: “un acquario piu’ grande è e meno problemi dà” specialmente per il pH! Home»

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