Il pH in Acquario

“Due bicchieri d’acqua riempiti in rapida successione dalla medesima fonte presentano caratteristiche fisio-chimiche diverse”. Si scrive molto sul pH (peso idrogenionico) eppure mi capitano ancora oggi tantissime persone che chiedono di chiarire il concetto nella sua praticità di utilizzo in acquario, in effetti nella storia della acquariofilia degli ultimi 50 anni il pH ha anch’esso giocato un ruolo fondamentale per creare confusione nel mantenimento degli acquari. Nel oramai lontano 1989 la maggior parte delle volte ti veniva consigliato di fare il test del pH come unico monito al proprio acquario evidenziando che un pH neutro andava bene per quasi tutte le specie ittiche, il neutro era su per giù 7-7,5 e in quella misurazione l’acquario era pronto ad ospitare i pesci! In acquario quando si parla di 7 o di 7,5 già si parla di decine di oscillazioni del pH e per giunta l’acqua del rubinetto è quasi sempre su quei valori. Per fortuna oggi i giovani sono piu’ predisposti alla cultura e all’apprendimento specialmente coloro che si avvicinano all’acquariofilia che richiede uno sforzo in materie quali la biologia, la chimica e la fisica, materie purtroppo alquanto sconosciute. Tornando al pH troviamo che tanti più ioni di idrogeno sono presenti nell’acqua tanto piu’ essa è acida, prendendo come riferimento una scala da 0.00 a 14.00 i valori al di sotto del 7.00 definiscono un acqua acida e al di sopra basica o alcalina, va da sè che un pH a 7 è neutro. Riflettiamo sulla pericolosità del pH tanto piu’ nelle sue oscillazioni repentine che su un valore non perfettamente idoneo ai pesci ospitati. Uno sbalzo repentino del pH può uccidere anche un virus! figuriamoci un pesce o la flora batterica del filtro, se invece un pH rimane stabile nel tempo, ma ad un valore non perfettamente idoneo alla specie ospitata è molto meno pericoloso (eccezioni a parte). ...segue»

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