Pesci d'acquario "ibridi"

L’incrocio tra pesci di specie diverse è un fenomeno ben documentato. In pochi casi esistono varietà ibride naturali. Ad esempio, alcune varietà ibride naturali provengono dai Centropyge Dwarf Angelfishes della barriera corallina – gli Eibli x Flavissimus, Flavissimus x Vroliki, Eibli x Vroliki ,Loriculus x potteri e Multifasciatus x Venustus, sono tutti ibridi documentati, insieme a molti altri possibili incroci in attesa di verifica. Nel mondo dei pesci d’acqua dolce, i Poecilidi vivipari sono stati incrociati in acquario per aumentare le varietà dei colori, come i Molly (Poecilia) e il comune Xiphophorus helleri, il quale si presta all’incrocio con il Platy (Xiphophorus maculatus), per questo scopo, nel mondo degli ovovivipari, le varietà degli ibridi dei Mollys (Poecilia) e Xiphophorus helleri superano di molto il numero dei suoi antenati naturali. Tuttavia, la facilità con cui questi pesci si riproducono in cattività suggerisce che si potrebbero incrociare anche allo stato naturale, se ne venisse data l’occasione e questo ha portato i pesci ad essere molto utili nei laboratori genetici, dove gli scienziati li hanno studiati per decenni. Questo processo di selezione artificiale ha portato gli acquariofili anche ad accettare queste varietà ibride ovovivipare, e gli esperti oltre agli intenti estetici, ritengono importante il controllo del pedigree per mantenere una varietà “pura” nel caso delle numerose varietà colorate che hanno iniziato ad apparire dagli anni ’60. La scoperta che i Ciclidi siano capaci di riprodursi tra di loro (tra i primissimi esempi documentati furono gli ibridi Cichlasoma facetum x C. spilurum illustrati in vecchie riviste acquariofile del 1977, accompagnati da una lettera sulla ibridazione dei Ciclidi) fu, all’inizio, considerata poco più di una curiosità, e nel primo periodo, gli incroci sperimentali furono improduttivi per delle ragioni che al tempo erano sconosciute. ...segue»

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