L'ozono in acquario, seconda parte

Alcune affermazioni possono però suscitare pareri contrastanti (batteri patogeni diminuiti, per esempio) se non con dei chiarimenti più approfonditi. Alcuni acquariofili hanno imputato all’uso dell’ozono in acquario alcuni fattori negativi, ma essendo una casistica irrilevante in percentuale i dati non possono essere presi in considerazione come regola, ma come monito. E’ bene comunque optare per ozonizzatori controllati elettronicamente onde evitare un sovradosaggio e smettere la somministrazione dell’ozono nel caso qualcosa non torni nel “quadro” generale dell’andamento del proprio acquario. Voglio ricordare che spesso in acquario si imputano ad un fattore o ad un altro problemi od errori riscontratosi, ma è bene fare un controllo accurato di tutti i processi con gli appositi test per essere sicuri della diagnosi ricavata. L’ozono per essere usato in acquario necessità di un areatore ed un essiccatore (se non provvisto all’interno dell’ozonizzatore), l’aria viaggia dalla pompa all’essiccatore (o viceversa) e quindi nell’ozonizzatore. Non tutti gli acquariofili hanno un essiccatore, ma eliminando l’umidità dall’aria acquisiamo dei vantaggi. Il metodo utilizzato dalla maggior parte dei generatori di ozono è passare l’aria attraverso una scarica elettrica ad alta tensione che “divide” parte dell’ossigeno (O2) per poi creare l’ozono (O3), l’umidità nell’aria riduce la quantità di ozono formata nel generatore e contribuisce alla formazione dell’acido nitrico (HNO3, acqua e azoto nell’aria). L’acido nitrico può ridurre il pH e l’alcalinità negli acquari e generare nitrati (NO3). ...segue»

Acquari MGA©