La barriera corallina in acquario, terza parte

Se noi disponiamo le rocce in maniera errata non erriamo solo l’arredamento, ma anche il buon funzionamento del filtraggio biologico e tutti gli altri parametri fisio-chimici. Per il neofita sarebbe opportuno comunque avere a disposizione nel filtro del materiale biologico classico (cannolicchi – ghiaia corallina) per essere certi di avere a disposizione delle riserve di batteri laddove le rocce non siano ancora ben posizionate e\o si intervenga nel toglierle). Vorrei provare a porre maggiore chiarezza dicendovi che la flora batterica si comporta come uno “stormo di cavallette” dove trova depositi organici ci si trasferisce e prolifica fino a quando è finito il nutrimento, inizia poi un processo di moria ed autoeliminazione. In un acquario di invertebrati “sano” si presenta quindi una scarsa attività batterica con il presupposto che addirittura nel filtro il materiale biologico sia inerte, il fatto che il materiale sia inerte, cioè che possa star lì facciamo finta come puro arredamento, non determina che sia nocivo o che possa far danni. Mantenere un acquario di barriera povero di sostanze organiche prima ancora che vengano metabolizzate è il vero traguardo perchè il problema, vista la forte illuminazione a disposizione in questa tipologia di acquari, è quello di evitare prolificazioni di alghe e cianobatteri (organismi primitivi che usano la luce, batteri fotosintetici per l'appunto) che possono “schermare” e soffocare i coralli duri interferendo sulla regolare attività delle zooxantelle (nome comune di alghe unicellulari simbiontiche ospitate sul tessuto carnoso dei coralli) dobbiamo sapere che queste microalghe sono molto sensibili e specializzate e possono sopravvivere solo in stretta simbiosi con i coralli che offrono il loro tessuto vivo come un “orto” su dove poter crescere, in cambio esse sintetizzano alcune sostanze utili alla vita e crescita del corallo stesso. ...segue»

Acquari MGA©