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La conduttività nell'acquario, seconda ed ultima parte

Se volete fare un salto di qualità in questa passione sicuramente la misurazione della conduttività vi aprirà nuovi orizzonti. Vado ad elencare altri esempi di utilità,  primo tra tutti è quello di sapere esattamente quant’è “sana” la vostra acqua in termini di presenza di sali utili o di scarto (carbonati, nitrati ecc.) il test del GH per es. ci misurerà solo la durezza totale in acquario che potrà essere di 6-10° traendovi in inganno, magari volete riprodurre dei pesci Amazzonici particolari, GH e  KH vi sembreranno ottimi, ma la vostra conduttività è a 400 µS/cm, la pressione osmotica di questi valori inibirà il metabolismo di specie abituate ad acque di 20-30 µS/cm. Riflettiamo su quanto sono delicati i nostri pesciolini agli shock osmotici immaginate di bere un bicchiere d’acqua che man mano si arricchisce di sale, sugo di pomodoro, biscotti ecc. la densità diventa visibilmente diversa, ma in acquario no non è visibile (almeno entro certi limiti ovvio), ma percettibile dal tessuto epidermico dei pesci che viene sottoposto ad una maggiore pressione osmotica. I nostri pesciolini cercano in questa fase di reintegrare l’acqua o espellerla, proprio in base alla diversità dei sali presenti nel sangue, nelle cellule e nel nuovo ambiente e se questa differenza non è adeguata o non viene dato il giusto tempo di acclimatazione, i nostri Amici pesci, pagheranno ancora una volta con la vita la nostra ignoranza e superficialità. L’attenzione va anche posta su alcuni prodotti liquidi che vi promettono di abbassare la durezza, il pH o peggio eliminare i nitrati, questi prodotti oltre che distogliervi sui giusti metodi di manutenzione e conduzione dell’acquario vi “trasformeranno”  delle sostanze in altre, aumentando pericolosamente la conduttività, con un conduttimetro a disposizione non sarete facilmente ingannabili. Home»

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