Pinnetta e Velina, una storia d'Amore,terza ed ultima parte

Le Botia evidentemente affamate dal lungo viaggio e con una predisposizione all’aggressività al di fuori del loro ordine biologico, attaccarono incessantemente Pinnetta e Velina tutta la notte. La mattina rimanemmo esterrefatti in lacrime ed impotenti nei confronti della catastrofe oramai compiuta, Velina era stesa sul fondo inerme con sopra Pinnetta, lui privo di pinne quasi tondo, pieno di morsicature, ansimante aveva difeso stremato fino quasi alla morte la sua Amata. Fummo presi dal senso di colpa, i Botia furono allontanati immediatamente. Non fate il mio errore, inserite specie con caratteristiche comportamentali delineate da anni di allevamento negli acquari. Rimanemmo ore nel negozio a sistemare, senza avere il coraggio di togliere Velina giacente sotto l’attenzione vigile di Pinnetta, da quel angolo dove aveva esalato il suo ultimo respiro, il suo ultimo sguardo rivolto a Pinnetta e alle sue uova. Arrivò il momento di toglierla per non inquinare l’acquario e il pensiero che l’acquariofilia aveva bisogno di più informazione era sempre più pressante, che le persone venissero sensibilizzate agli animali in tutte le loro forme e decisi di dare sempre al meglio il mio piccolo contributo mediatico. Pinnetta oramai solo con il Suo “Ricordo” rimaneva in quell’angolo senza nutrirsi, a volte si vedeva “picchiare” nel vuoto contro il “niente” che lo circondava, il suo Coraggio e il suo Amore per Velina l’avevano mantenuto vivo in una battaglia impari, senza pietà. Passarono 3 settimane e i clienti più’ gentili venivano a trovarlo, a vedere come stava ed a rispettare di più i pesci nel loro acquario, dando un senso alla morte di Velina. Vuoi perché si studia che hanno un cervello piccolo e “dicono” con poca memoria.. fatto sta che a forza di immettere giovani Scalarette, Pinnetta si riaccoppiò, ma senza entusiasmo...ogni tanto andava nel suo angolo a meditare a “ricordare” a “picchiare” contro il nulla. Non Lo ho più visto dinamico, le uova si e no riempivano mezza foglia e lui in presenza delle mani si scansava timorosamente, non ebbi mai il coraggio di venderlo e lo detti in ”vecchiaia” ad un vecchio amico nel suo splendido acquario Olandese a cielo aperto. Spesso lo andavo a trovare, Pinnetta era sereno, lontano dal caos del negozio, ma il suo sguardo quando mi incrociava valeva mille pensieri. Pinnetta ci lasciò all’età di 8 anni. Ho scritto questo episodio Sottolineando l’importanza di accudire i pesci con il Cuore attraverso la simpatia soggettiva che suscitano su di ognuno di noi e non con il fanatiscismo di preferire solo specie rare e d’effetto estetico o peggio perchè costano poco. Home»

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